My 24hours make-up dream-team. Work-travel edition.

Finite le vacanze, chi ha ancora la fortuna di viaggiare, lo fa per lavoro. E che viaggi. Pensare cosa portarmi via quando parto per lavoro è sempre un “task” complesso, per questo mi sono divertita tantissimo a leggere il post pubblicato recentemente da Soffice Lavanda. Dato che anche noi avevamo una bozza in cantiere in questo senso, abbiamo pensato di darci dentro e finirla (leggete: Giudy mi ha minacciato di “disconoscermi” se non avessi finito la bozza aperta il 4 di settembre!). Non credo Takiko intendesse creare un tag, ma tant’è… ecco Big Dreams on a Budget Simo in viaggio

mascara-emergencySe siete cresciute con l’idea che un aspetto trascurato è sinonimo di una mente brillante o di una donna che ha altro da fare e non ha tempo da perdere con trucchi e belletti… questo post non fa per voi. Ma potreste comunque trovarlo divertente.
Per tutte voi altre, quelle che hanno giornate folli con riunioni una dopo l’altra e poi… la cena di lavoro (eccerto!), voi che siete a contatto con il pubblico e dovete essere sempre perfette e sorridenti anche quando vorreste tirare testate al muro (la mia solidarietà), voi che avete ricevuto la vocazione all’insegnamento (e spero anche una cattedra) e dovete destreggiarvi con un no-make-up-make-up, voi sedute davanti ad un pc tutto il giorno con gli occhi a palla e NO! sia mai che ve li strofiniate o il mascara ciao ciao, e insomma, tutte voi lavoratrici, che dovete dare il 100% durante la giornata lavorativa, essere brillanti, proattive, assertive e non volete rinunciare anche a essere essenzialmente belle e ordinate, ecco, questo post è per voi. Diciamolo: per noi (nella vita bisogna pur prendere parte).

Per me, quello del trucco al mattino è un momento “mio”, di relax, di cura della mia persona. Chiamatemi shallow, ma adoro scegliere un bel vestito dall’armadio, creare un trucco che gli si abbini, e soffro sempre un po’ che – almeno durante la settimana – debba fermarmi lì perché borsa e scarpe sono praticamente già scelte per me (ehm… nella pochette il pc non ci sta e no, io non riesco a camminare con un tacco 10 e la mia borsa di Mary Poppins). Lavoro in un ambiente che rientra nella prima categoria sopra indicata ovvero aspetto trascurato = mente brillante e sono cosciente del fatto che probabilmente verrò giudicata perché io, se mi gira, vado in ufficio con su Candy Yum Yum. E che mi giudichino pure 😉 Spero sempre che il mio operato parli da solo.

Questa infinita premessa, me ne scuso, serviva a spiegare la mia “filosofia” sul make-up al lavoro e serve da introduzione a un post… sulla farina migliore per fare torte senza burro e uova 😀 .
Yep, oggi sono scema. Sorry.
Dicevamo, make-up sul lavoro ovvero quel make-up che deve durare tutto il sacrosanto giorno, perfetto. E grazie, direte, il trucco dovrebbe *sempre* durare tutto il sacro santo giorno ed essere perfetto. Già, ma tornate a immaginare quella giornata lì, quella delle riunioni e riunioni e riunioni e poi la cena di lavoro. Quella giornata in cui la vostra faccia è il vostro biglietto da visita e dovete sembrare brave e belle e deve pure sembrare che vi sia venuto tutto naturale… ecco, di quello parleremo qui. E dato che le cose semplici non mi piacciono per nulla, aggiungo l’elemento di complessità: cosa accadrebbe se la vostra giornata-delirio si collocasse in un posto lontano da casa? Yup, this is how we do it. Nel mio lavoro, che per chi se lo stesse ormai chiedendo giustamente, è la ricercatrice universitaria (precaria – lo aggiungo per un senso di onestà e per puro spirito di polemica) ed il banco di prova del make-up, oltre che dei nostri studi, sono i convegni.

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Qui, lontani da casa, spesso lontani da supervisors e P.I., si gioca praticamente la nostra carriera, si parla con un sacco di gente e la seconda cosa di cui volete essere sicure – dopo chiaramente l’intelligibilità e intelligenza di quello che state dicendo – è che non vi si sia stampato il rossetto sui denti o peggio che non stia sbiadendo al centro lasciandovi delle simpatiche righe di colore ai bordi.
Nelle affollatissime poster session dove, tipo fiera dell’artigianato il 7 dicembre, frotte di persone passano in corridoi strettissimi e si fermano davanti al vostro pannello chiedendovi un sacco di roba a mo’ di 20-questions per poi salutarvi e andare via (“ci penso un attimo signorina, magari torno con mia moglie sabato prossimo”… nessuna ha mai fatto la promoter?), la temperatura è di 50 gradi e voi non volete che il vostro mascara coli lasciandovi occhiaie e quell’impressione di donna disfatta dal lavoro. Non vorrete mai infatti che si notino ancora di più le occhiaie profonde e viola, quelle che vi siete regalate con una serata fuori fino a notte fonda a ciciarare con colleghi nuovi e vecchi spesso discutendo sui massimi sistemi ma sempre bevendo birra o vino… o whisky a seconda della zona del globo in cui vi trovate. Eppure il giorno dopo eccoci: fresche come rose, con quel viso bello tonico e l’aspetto acqua e sapone. Non lo chiamerei no-makeup look, quanto più effortless makeup e deve essere perfetto 😉

Quindi, dopo avervi ammorbato con le mirabolanti avventure di una non-giovane ex-promoter in fiera milano ecco, in breve, quello che mi porto sempre dietro, i miei affidabili prodotti salva faccia. Letteralmente e metaforicamente 😉

THE BASICS

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La base di tutto è la pelle pulita e luminosa, il che vuol dire massima attenzione all’operazione di pulizia, anche se si dispone di meno prodotti rispetto a quelli nella propria casina. Ho usato tutta estate questa crema lavante di Uriage che mi è stata data come campioncino da qualche parafarmacia: è delicata e lascia la pelle liscia liscia, che non tira. L’ho anche sperimentata come detergente per il corpo e ho avuto la stessa identica impressione, quindi yey! Prodotto multiuso provato e approvato!
Per il viso, uso il tanto osannato (da me) dischetto in silicone di Sephora.  Io lo sto amando ogni giorno si più. Tra l’altro l’ho trovato anche, identico, ma in colore rosa, di Soap and Glory… evidentemente l’idea sta piacendo e non mi viene difficile capire perché. Tornando a noi, ripeto questa procedura, detergente e dischetto, mattina e sera. Ovviamente prima di detergere il viso alla sera, lo strucco (maddai!). Di solito utilizzo salviettine struccanti ma recentemente mentre ero via per il convegno (e ovviamente ero da Boots ad ogni coffee break!) ho trovato questi pad per pelli sensibili perfette per struccare gli occhi ma, data la dimensione, anche il resto del viso. Mi piace tantissimo la dimensione di questo prodotto: meno ingombro in valigia e meno tessuto sprecato (non so voi, ma io con una salvietta mi ci posso struccare due volte, ovviamente dividendola a metà). Altra cosa che mi piace oltre al fatto che toglie benissimo il trucco: non brucia. Il costo è di circa £1.75, quindi non pochissimo, ma ne vale davvero la pena. Quindi se avete amiche dirette verso UK, provate a dare a questi aggeggi una chance 😉

E dopo aver pulito la pelle..

THE MAKEUP

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Qui punto tutto su resistenza e luminosità, ma la parola chiave resta “effortless“.  Per aumentare la durata della base uso un primer luminoso, come la CC Prep and Prime di MAC nella tonalità Adjust: un rosa pesca che corregge l’incarnato, illumina e funge anche come un normalissimo primer che minimizza i pori. In seguito ad essa, utilizzo la mia BB o CC del momento (e al momento sto usando la CC di So’Bio di cui vi parlerò a breve) che stendo con un pennello rotondo abbastanza morbido (ebbene sì, mi contraddico: porto un pennello in viaggio. Sue me!). Il pennello mi aiuta a stendere meglio il prodotto in piccole quantità,  mi sono infatti resa conto che tendo ad abbondare quando stendo BB/CC con le mani ed il troppo non è mai indicato per la base viso. Poi tiro fuori dal mio beauty la bacchetta magica, aka il correttore illuminante. Io sto amando il mio attuale di Chanel ma penso che andrò in cerca di qualcosa di meno costoso quando questo finirà. Per eliminare tutti gli eccessi passo infine la mia beauty blender tarocca di Kiko (che funziona benissimo tra l’altro…ehm…signor Kiko, la rimettiamo in vendita please?) e poi… cipria! Per andare sul sicuro, uso la pura silica ovvero la famosa (lo è ancora?) Hollywood di Neve Cosmetics.
Ho le sopracciglia naturalmente folte, ma… del colore sbagliato :-/ Per scurirle e pettinarle in un gesto solo, mi affido al Brow Set di MAC. Io ne ho una confezione vecchia, niente a che vedere con i mille colori attuali e scovolini piccin (non che arriverò mai a provare queste novità MAC, dato che il mio brow set non finirà mai!).

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E passiamo al resto del viso. Sugli occhi mi impegno poco, di solito il mio best friend è Painterly di MAC su tutta la palpebra e un punto di Bare Study o Vintage Selection giusto al centro della palpebra mobile per dare luce. Se sono in vena (leggi: ho tempo), tiro anche una linea veloce di eyeliner in gel nero (il mio è sempre quello di Maybelline: squadra che vince non si cambia), e poi mascara, copiose quantità di mascara, ovviamente waterproof. Per le guance, blush in crema, in colorazioni piuttosto neutre (una calda come Plums Up, e una fredda come Mauve On entrambi di Maybelline), che si abbinano bene con i rossetti che mi porto dietro… e con quelli che eventualmente compro. E sì, ne compro sempre 😀

Le labbra sono un po’ il punto focale del tutto. Intanto perché con quelle parlo e quindi voglio che siano sempre decenti, e poi perché con un trucco così dimesso, almeno lì un po’ di vita ci deve essere. La mia scelta è sempre per prodotti a lunga durata: il 14h di Maybelline in Continuous Cranberry resta il mio pass partout e lo amo amo amo infinitamente. L’alternativa che mi accompagna fedelmente ad ogni convegno dal 2013 è poi il matitone tinta per labbra Lovesick di Revlon: facile da applicare e bellissimo. Sì, non avete le allucinazioni, in foto vedete anche Ruby Woo, perché non vado mai ad una cena senza un bel rossetto matte e pieno. Sì, sono un po’ diva, I know 😉

E chiaramente non c’è trucco senza inganno…

THE TRICKS

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Questi tre prodotti sono i segreti del mio beauty da viaggio/weekend/vita 😀 Per quanto lo abbia snobbato per anni, alla fine ho dovuto ricredermi sullo shampoo secco. Ho i capelli secchi e trattati e non posso purtroppo permettermi di lavarli ogni giorno e questo arnese mi permette di ravvivarli un po’ per posporre di almeno una giornata il lavaggio. Ho provato quello di Batiste (tra l’altro nel comodissimo travel size) e me ne sono innamorata: amo i vari profumi e anche le loro confezioni sono adorabili.

Per le imperfezioni che vengono fuori quando meno dovrebbero ho sempre con me la crema al Tea Tree di Just. Meno aggressiva del Tea Tree oil, può essere spalmata anche su aree più estese. Inoltre, è perfetta per scottature, punture di zanzare e screpolature ovvero un altro prodotto multiuso che mi salva sempre la pelle.

Infine il profumo. Mica vorremo stare senza? Al momento, l’unico che ho in travel size è questo olietto profumato di The Body Shop nella profumazione Fiji Water Lotus che ci era stato mandato dall’azienda nel mese di luglio e sto provando da qualche giorno. Mi piace il profumo ma sinceramente non amo molto  la consistenza oleosa e l’applicatore; inoltre mi sembra che il profumo – che pure è buono – si senta davvero troppo poco. Ad ogni modo, andrò a caccia di un altro profumino travel size, ma per ora, questo ho e questo mi tengo 😉

Ed eccoci arrivate alla fine di questo luuuunghissimo post. Spero di non avervi annoiate eccessivamente ma solitamente leggo con piacere i post sui travel-beauty e cose del genere, e quindi ho pensato di farvi sorbire anche la mia routine (tantopiù che mi sono trovata ben due volte nello stesso mese a pensare a cosa portarmi dietro per queste maratone della scienza e dell’alcol che sono i convegni). Non odiatemi 😉

Bis,

Simo

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12 thoughts on “My 24hours make-up dream-team. Work-travel edition.

  1. CHe organizzazione! Bravissima! Presto comincerò a viaggiare tanto anche io per lavoro e tra te e Takiko prendo spunto per il mio beauty… shampoo secco e profumo mini (comprerò il Travalo) devo procurarmeli, per il resto, prevedo di travasare struccanti, creme, primer, ecc in vasetti e bottigliette varie ^-^
    E applausi per te che non porti pennelli!! Io sono riuscita a scendere a 4-5, ma posso fare di meglio.. 😛

    • Quella dei pennelli è una scelta liberazione resa possibile dai prodotti in crema e dal fatto che porto occhiali abbastanza spessi e quindi non mi piace molto truccarmi gli occhi. Certo però che dopo aver visto il beauty meraviglioso di Takiko…mah…forse potrei cambiare idea 😉 Hai visto che bello, con lo spazio porta-pennelli?

  2. Io faccio parte della categoria “avete ricevuto la vocazione all’insegnamento” (con cattedra annuale annessa) e al mattino ho pochissimo tempo/voglia per truccarmi ma una base decente non me la faccio mai mancare

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